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Luogo: Varapodio - P.za Santo Stefano


Data: 16-10-2008

L'Amministrazione scende in piazza

L’Amministrazione comunale di Varapodio, in data 12 Ottobre 2008, ha scelto di scendere in piazza, a viso aperto, per spiegare, interloquire con i cittadini in merito a vicende di scottante, paesana attualità. La piazza, quella da cui si chiedono i consensi, la piazza simbolo dell’incontro tanto cara alla nostra tradizione, l’agorà. Ma soprattutto, la piazza a fronte di dicerie, manifesti e simili sparsi a creare disordine e scompiglio, ad instradare, furbescamente, il dissenso pubblico toccando uno dei temi più cari a qualunque uomo. La vicenda “ACQUA in effetti, ci ha accompagnato in questi mesi con i suoi allarmismi esasperati, la mancata potabilità ostentata come si trattasse di uno striscione elettorale. Ora, chiarito che la non conformità del prezioso liquido rispetto ai parametri richiesti è dipesa non dai nostri pozzi, dalla nostra acqua, ma da quella fornitaci dalla “Sorical”, unica responsabile, e per questo chiamata a risarcire il danno, è stato ribadito che in quei pochi giorni dell’autunno 2007 si era provveduto tempestivamente a disinfettare con il cloro, scongiurando qualsiasi eventuale conseguenza negativa per la salute, invitando ulteriormente i cittadini a procedere a bollitura prima di bere quale precauzione. Non è forse questa dimostrazione di responsabilità, di prontezza nel reagire senza perdersi in chiacchiere inutili e dannose; non è forse questo che i cittadini chiedono ai loro amministratori, di farsi carico dei problemi e risolverli? Sobillare, appanicare i Varapodiesi con della pura demagogia, siamo convinti non possa condurre ai risultati sperati, perché offende il loro bisogno di sicurezze, mina la loro serenità. L’Amministrazione, parlando alla gente, ha voluto sancire proprio questo: dare certezze, invitando tutti a non farsi trascinare dai catastrofismi di convenienza, ché la nostra acqua non solo è potabile, rientrando perfettamente nei parametri richiesti, ma fa anche, consentiteci, molto più bene di quella imbottigliata chissà dove e chissà quando. L’invito, poi, ad evadere, a non pagare, e, addirittura a presentare ricorso avverso il Comune, è quanto di più ridicolo e, allo stesso tempo, pericoloso si potesse fare. Se dipendesse esclusivamente dall’Amministrazione, o se esistesse un modo legale per farlo, non il 50% come richiesto, ma il 100% del tributo sarebbe condonato ai cittadini. Ma questo non è possibile, è lo afferma a chiare lettere il responsabile dell’ufficio finanziario nella lettera di risposta alla richiesta di parere che l’Amministrazione prontamente aveva inoltrato sulla questione specifica, nel tentativo di venire incontro il più possibile ai cittadini e dopo l’infondata proposta fatta dal gruppo “ arcobaleno” in seno al consiglio Comunale. Questa la risposta: “Non esiste nessuna norma che consenta il condono dei tributi per gli anni pregressi” ed ancora “ per quanto riguarda l’anno 2007 può essere condonato il 50% relativamente al solo periodo in cui vi è stata l’ordinanza sindacale”. Facendo quattro semplici conti in pratica, il cittadino per l’anno 2007, potenzialmente poteva essere condonato di circa il 2,5% sul tributo relativo al solo canone dell’acqua, vale a dire che su una ipotetica bolletta di 160,00 euro complessivi, 100,00 euro circa son attribuibili al canone dell’acqua, per cui il rimborso dovuto ammonterebbe a circa 2,50 euro a fronte però di una richiesta fatta in carta da bollo di 14,66 euro. Risultato altri 12,16 euro di tasse in più. Tuttavia anche in questo senso l’amministrazione ha già deciso come rimborsare i cittadini senza farli incorrere in spese aggiuntive, infatti sarà portata in seno al consiglio Comunale la proposta di ridurre d’ufficio il rimborso dovuto relativo all’anno 2007, nel pagamento delle bollette dell’anno 2008. E per completezza d'informazione possiamo anche affermare che, l'unica norma vigente che consenta una riduzione del tributo, è quella relativa agli interessi ed ad eventuali sanzioni, aumenti che l'Amministrazione non ha mai applicato e che implicitamente sono da considerarsi condonati. Educare alla legalità significa innanzitutto affermare il principio per cui è dovere preciso dei cittadini pagare le tasse. Solo dopo aver chiarito questo si può discutere del come. E’ un principio che esula dalla politica, dalla sua volontà. Bisogna pagare le tasse, insomma, non perché lo imponga il sindaco e il suo Consiglio, ma perché su tale rapporto di scambio, su quel dare-avere tra cittadini e istituzioni s’incardina l’intera economia pubblica. Per quanto riguarda il come, il vicesindaco Fazzolari ha sottolineato la possibilità di rateizzare le somme dovute, la volontà, insomma, di continuare a venire incontro con ogni mezzo, lecito, ai contribuenti, purché dall’altra parte vi sia la necessaria presa di coscienza della doverosità di assolvere il proprio debito col Comune. Che non suoni come una minaccia, il citare la Corte dei Conti pronta ad intervenire, ma come un consiglio da parte di chi ha veramente a cuore la sorte dei Varapodiesi. L’intervento è poi proseguito con l’illustrazione dei diversi interventi che già sono stati fatti o sono ora in corso di realizzazione su più tratti della rete idrica, e ci si è poi soffermati, sul finire del pubblico comizio, intorno ai diversi progetti che stanno prendendo corpo, primo fra tutti il rifacimento di via Dogali, che sarà riportata al suo antico splendore, e a cui sarà ridato il manto stradale in pietra lavica. Altri interventi riguarderanno il Cimitero, le strade interpoderali, l’illuminazione pubblica…Infine un accenno, ma con l’impegno di riprenderlo quanto prima e con più serenità, al PSA, piano strutturale associato, ex piano regolatore, che i cittadini aspettano da anni con ansia. Insieme ai Comuni di Terranova e Molochio si sta iniziando a lavorare per organizzare la geografia del nostro Comune, coscienti dell’importanza e della delicatezza di tale strumento, e ponendo quale indirizzo, veicolo dell’intero piano le esigenze e gli interessi dei Varapodiesi. Non resta che rinviare, tutte le volte in cui sia necessario, al prossimo comizio, perché la piazza mai deve impaurire, ma essere il momento più alto di confronto e rendiconto di ciò che l’Amministrazione fa per i suoi cittadini.

L’Amministrazione Comunale



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