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News del 05-06-2009

C’era una volta il diritto alla salute.

Comune di Varapodio

89010      Provincia di Reggio Calabria

********************

Tel. 0966/81005 - Fax 096681729 – Codice Fiscale n° 00264540808

 

 

Al Ministro della Salute

Al Ministro dell’interno

A S.E. il Prefetto di Reggio Calabria

Al Presidente della Giunta Regionale

A tutti gli organi di stampa

 

 

 

C’era una volta il diritto alla salute.

 

 

L’articolo 32 della costituzione italiana recita così:

“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, garantisce cure gratuite agli indigenti.”

Che la sanità in Calabria attraversi un periodo di crisi lo sanno tutti, che il suo deficit di bilancio sia sempre in aumento è il frutto di una poca oculata gestione che negli anni si è solo preoccupata  di fare clientelismo e non di razionalizzare le risorse in un settore così delicato e fondamentale per i cittadini.

Il commissariamento poi dell’A.S.P. 5 non ha fatto altro che peggiorare ulteriormente le cose, soprattutto nel territorio della piana e le decisioni adottate dalla terna commissariale, una dopo l’altra, stanno portando allo smantellamento totale di tutte quelle strutture sanitarie che un minimo di tutela della salute lo garantivano, dalla chiusura di reparti e di interi ospedali, alla chiusura di uffici sanitari e di guardie mediche, sotto la falsa bandiera del risparmio economico. Prima di chiudere bisogna creare e il solo ospedale di Polistena (apparentemente rafforzato solo da speculazioni politiche) non è in grado in alcun modo per evidenti problemi operativi e strutturali, a soddisfare le necessità di tutti i cittadini del nostro territorio. E solo chi ha la fortuna e la possibilità, è costretto ad affrontare viaggi verso ospedali del nord, dove ironia della sorte, spesso tra i più bravi si incontrano medici calabresi, per alimentare la speranza alla vita.

 

Tutto questo non è ammissibile in una società libera e democratica,  i cittadini non possono e non devono essere privati  di quel sacrosanto diritto che la costituzione prevede,  guardando alla realtà sanitaria locale, oggi possiamo affermare, che l’art. 32 della Costituzione nel territorio della piana è stato abrogato, oggi possiamo affermare con profonda tristezza che non esiste più il diritto alla salute, bensì il dovere a morire.

 

Non avevamo bisogno di un generale per la gestione dell’A.S.P. 5, perché non siamo in guerra!

 

Non avevano certamente bisogno di direttori Sanitari  importati dal nord, che guarda caso nella valutazione CIMO-ASMD delle AULSS-ASL Venete, riguardante gli anni 2003-2007, su 23 Direttori Sanitari, risulta essere il più incapace, riportando un voto pari a 3,7, ampiamente al di sotto della sola sufficienza (vedi un certo Dott. Enzo Rupeni).

 

Abbiamo solo bisogno di medici e dirigenti sanitari capaci, che avremmo potuto tranquillamente individuare  tra i professionisti della nostra terra, (premiando però la meritocrazia e non la partitocrazia come fin'ora è stato fatto), che meglio degli altri conoscono il territorio e le sue esigenze, un territorio martoriato da mille difficoltà di natura sociale-occupazionale-economica, nonché da difficoltà di natura orografica e da una viabilità fatiscente, mi piacerebbe sapere se questi signori, ai quali è stato affidato il potere decisionale, abbiano mai provato solamente a simulare, nel caso di un'urgenza, il tempo che serve per percorrere la strada che da Varapodio porta a Polistena, e ancora di più se l'urgenza parte da Delianuova, S. Cristina o Scido (e di quest'ultimo comune ,purtroppo ne abbiamo un drammatico episodio che lo testimonia). Nella migliore delle ipotesi, se al volante abbiamo un pilota di formula uno, si ha la propabilità di arrivare integri al pronto soccorso, nella realtà invece occorre almeno un'ora, quando vorrei ricordare che in molti casi, anche un solo minuto può salvare una vita.

Ciò di cui  soprattutto abbiamo bisogno, è di un ospedale nuovo ed efficiente, con a fianco strutture locali che siano da supporto, punti di primo intervento e guardie mediche, quest’ultima nel nostro caso, aveva un costo=0 all’A.S.P. in quanto tutte le spese di gestione erano a totale carico del Comune, mentre la terna commissariale dell’A.S.P 5 ha ben pensato di recuperare “il costo 0” stabilendone la soppressione insieme ad altre 4 postazioni, con la delibera n° 215 del 26/05/2009.

Abbiamo bisogno di un nuovo ospedale che garantisca agli operatori sanitari di svolgere la propria attività nel migliore dei modi e con tutte le attrezzature necessarie, un ospedale facilmente raggiungibile da ogni loco, un'ospedale reale e non un'utopia solo sulle carte, un ospedale che semplicemente garantisca il diritto alla salute di tutti i cittadini.

 

Il dovere a morire è sancito solo da DIO, e non da provvedimenti immotivati ed illogici presi da taluni personaggi.

 

E’ arrivato il momento di dire basta, è arrivato il momento di alzare la testa,, è arrivato il momento di veder rispettato il diritto alla salute e con esso il rispetto della vita.                                             

 

Non esiste deficit di bilancio che valga la vita di un qualunque uomo.                                         

 

Assessore alla salute

Giuseppe Corso

 


 




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